| Il Giappone in Thailandia |
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| Martedì 17 Novembre 2009 10:43 |
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Il Giappone in Thailandia Tommaso Maggio
Grande attesa a Bangkok per la mostra che porterà in scena gli autori più in voga del panorama artistico giapponese. L'interesse è alto, la città strizza quotiadinamente il suo occhio al monte Fuji. Come per noi italiani, design addict, in coda di fronte ai negozi MUJI o increduli di fronte ai prodotti che ogni anno i designer di questo paese riescono ad portare sulla passerella milanese, qui l'attenzione non è da meno, ma è l'arte a far da padrone. Probabile risultato (dovuto in parte) di una fortissima comunità di nipponici trasferitisi qui nella terra dei sorrisi, dando così vita ad una contaminazione che parte dal cibo, ispira lifestyle, sino ad arrivare alle librerie trasformate in luoghi di raduno per famelici lettori di manga, spingendo di conseguenza molti appassionati allo studio del giapponese, probabilmente (qui a BKK), seconda soltanto all'inglese e cinese.
Così giovedì 19 novembre, ore 16.30 eccomi all' 8° piano del BACC (Bangkok Art Cultural Center http://bacc.or.th/) alla presentazione della mostra più importante dell'anno qui a Bangkok. "Twist&Shout" curata da Kenji Kubota e Yoko Nose (curatore del Toyota Municipal Museum of Art // http://www.dnp.co.jp/museum/toyota/toyota-e.html) con la partecipazione di artisti quali: AIDA Makoto, AMAMIYA Yosuke, AOYAMA Satoru, CHIBA Masaya, ENDO Ichiro, IZUMI Taro, KANEKO Ryo, KANEUJI Teppei, NISHINO Tatsu, TAKAMINE Tadasu, YAMAMOTO Keisuke, YANOBE Kenji.
Dodici uomini e donne in rappresentanza della 'Japanese Pop Culture' con l'obiettivo (centrato) di creare un percorso dove tutti i sensi sono chiamati alla partecipazione attiva. Sculture, video, istallazioni, performance, fotografie e (un immancabile robot gigante) riempono gli spazi di una frizzante energia. Il legno modellato, plasmato quasi come un elemento plastico, appare come creatura di mondi fantastici. L'illustrazione a tutta parete sorprende la vista, toglie il fiato. Un concentrato di icone Manga così forte e incredibilmente ricco di dettagli che occorrerebbe un intera giornata per capirne l'intero significato. Soltanto i suoni delle istallazioni video riescono a distogliere l'attenzione da questo lavoro.
Dai colori saturi di un racconto in loop, all' architettura effimera costruita tra proiezioni e oggetti reali, uno spazio dove il confine tra il tangibile ed il solo visibile diviene leggero quanto impercettibile. Dopo pochi istanti si avverte una sensazione di smarrimento, quasi un immersione a pieni polmoni in un oceano di suoni e rumori, se ne esce soltanto varcando nuovamente la porta d'ingresso. Camminando lungo tutto questo percorso si ha la sensazione di muoversi all interno dello stessa galassia ma allo stesso tempo è come teletrasportarsi in mondi paralleli, dimensioni sempre più affascinanti dove l'unico rischio è quello di una completa perdita della realtà.
KANEKO Ryo http://nobi-aniki.com/, provoca un ulteriore scossa, le sue performance create nei giorni precedenti questo evento, in diversi punti della città avevano già fatto cadere l'attenzione dei media su di lui, (un ragazzo di indefinita età vestito come NOBITA, ovvero pantaloncino corto, scarpa in plastica azzurra, felpa gialla, camicia bianca e occhiali con montatura a cerchio perfetto). Qui ha moltiplicato la sua presenza grazie ai video del suo lavoro, e allo schieramento di cloni con cui si è presentato. Si è andati quindi oltre l'esposizione dell' opera in due o tre dimensioni, è stata creata, progettata l' atmosfera così che ogni partecipante diviene consapevole (o forse no) parte di questa grande, teatrale scenografia. Tutti attori, sotto la regia di due soli curatori.
A completare il tutto, quasi come ultimo tocco a render ancor più speciale il tutto, è l'ingresso completamente gratuito. La visita non comporta l'acquisto di nessun biglietto d'ingresso. Ovviamente la realizzazione del tutto ha ovviamente i suoi costi di organizzazione e gestione, ma in questo momento è evidente che per un museo di nuova generazione la priorità sia diffondere la qualità del suo operato (libro consigliato: FREE, di Chris Anderson). Buona visione a tutti :-) // Tommaso Maggio // 29.11.2009
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