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Sol Lewitt al MASSMOKA E-mail
Sabato 17 Ottobre 2009 14:57

 

 

Sol Lewitt al MASSMOKA

Massimo D’Alessandro

 

Alessandra Bonomo è una mia grande amica, ci conosciamo da 30 anni (dunque da quando lei era veramente una ragazzina), io la amo, la stimo e la trovo bella. Mi diceva da mesi: devi andare a vedere Sol Lewitt, hanno ricostruito quasi tutti i suoi dise...gni. Avevo previsto per il mio compleanno una settimana a New York, ci vado tutti gli anni almeno una volta. E allora, se il viaggio non è troppo lungo, ho pensato, questa è la volta buona.

 

 

Al MASSMOKA, nella città di Williamstown (Massachussets), è stata infatti allestita una grande, imperdibile retrospettiva di Sol Lewitt , a circa un anno dalla sua morte; sessantacinque tra giovani artisti e studenti, tra di loro i collaboratori che sono stati più vicini all’artista, hanno lavorato per tutta la primavera e parte dell’estate, per ricostruire più di 100 wall drawings dell’artista scomparso. Lui, oltre ad essere uno dei grandi Maestri del minimalismo americano, per la sua dolcezza e la sua intelligenza ha avuto una grande influenza sugli artisti americani, e non solo.

 

 

Articolata su tre piani, che raccolgono ciascuno rispettivamente i disegni del primo periodo, dunque dalla seconda metà degli anni ’60, quelli della fase centrale della vita ed infine i disegni più recenti, la mostra consente di rivedere sinteticamente, tutti insieme, grandi e straordinari lavori sviluppati con coerenza in un percorso di circa quarant’anni, prestati da collezionisti privati ed istituzioni (alla base di ciascun murale riprodotto c’è infatti il progetto autentico dell’artista che volutamente ne delegava la realizzazione a mani terze.)

 

 

La dimensione degli spazi, enormi, ha permesso di raccogliere per la prima volta tante opere, di formato così grande, in un solo luogo.

Si tratta di un’esperienza straordinaria ed unica, molto emozionante, che può regalare una mezza giornata indimenticabile ad una distanza ragionevole da New York: affittando un’auto (poco più di 100 $ al giorno), dotata di navigatore, non è difficile raggiungere la meta in circa tre ore di cammino, a velocità controllatissima (attenzione assoluta ai limiti di velocità).

 

 

Inoltre aggiungerei che, sulla strada del ritorno, si passa praticamente per Beacon, dove non si può mancare una visita alla DIA Foundation, anche da parte di chi ci è già stato. Molte opere sono state riordinate, molti degli enormi spazi si presentano con un volto nuovo e, in moltissimi casi, ci si trova di fronte ad una raccolta di opere di straordinaria qualità (lo spazio dedicato a Flavin, Serra, la sala di Blinky Palermo, la ricca raccolta delle opere di Fred Sandback, il sotterraneo dedicato a Bruce Nauman e…), anche se certamente orientata in prevalenza verso il minimalismo concettuale americano degli anni ’60 e ’70.

Ciascuno di questi due musei, da solo, meriterebbe un viaggio dall’Italia. In considerazione dello sforzo per la riproduzione delle opere di Sol Lewitt l’allestimento al MASSMOKA resterà in piedi ancora per vent’anni. C’è per tutti la possibilità di farci un progetto!